'delle arti diventano , confuse nelle òpere, materia di effrazione e di entrata * 3. Egli è certo, che la preferenza non fi ha* se non se per la qualità e per lo prezzo delle opere ; ma non è vero , che la qualità ed il prezzo delle opere dipendano dalla qualità e dal prezzo de’ prodotti consumati dal manifattore in tempo del suo lavoro . Quello è un principio , che già si è dimoftrato falso ; e se vi è bisogno di vederne piu chiara 1’ insutfiilenza , si rifletta alle parti, che concorrono per formare la miglior qualità e il miglior prezzo delle opere. Non solo vi concorre il basso prezzo delle consumazioni, ma ancor quello della materia prima e la miglior qualità della medefìma. Vi concorrono i maggiori lumi, la maggiore attività , la maggiore speditezza , l’ajuto di varie macchine &c. Non è necessario , che tutti quelli vantaggi concorrano in una Nazione per la preferenza alle sue manifatture . Baila, che la bilancia de’ reciprochi vantaggi inchini a suo favore. Sia in essa il vivere pia caro di un terzo, che nelle altre Nazioni ; ma i suoi manifattori impieghino nell’iilesso lavoro la metà del tempo, quella Nazione potrà dare a miglior mercato le sue manifatture , quantunque il vivere ila più caro* Ma