LIBRO CXVIII. 127 mettendo Ia fede di Coftantinopoli dopo quella di Roma . Egli dice, che il Pipa di Roma fu feparato dalla Chiefa , e che afpetta di giorno in giorno la fua con-verfione . Ha di più comporto un Comento fopra il Nomocanone di Fozio 5 una raccolta di Coftituzioni ecclefiaftiche; un’Epitome delflmperador Giuftinia-no ; alcune rifpofte fatte alledimande di Marco Patriarca di Aleflandrià 5 otto rifporte a diverfe quiftioni ; una lettera all’ Arcivescovo di Grado , o di Aquileja , ovemoftra, che non dee qualificarfi Patriarca , e tratta anchefta quirtione degli azimi. Balliamone, benché palli pel più dotto Canonirta del ìùo fecolo , tutta volta ciò che dice della pretefa donazione di Coftantino alla Chiefa di Roma , della nominazionedel medefimo Papa per primo Pontefice di Roma, della feparazione dei Papa dal corpo della Chiefa , non dà una grand’idea del fuo giudizio, della fua capacità , e della lua Critica . Nel 119$. Uberto Arcivefcovo di Cantorberì tenne un Concilio nella chiefa XXXV. di S. Pietro di Jorc . Uberto fu prima Decano di Jorc , indi Vefcovo di Saris-Bevine! 1189. finalmente effendo vacata la fede di Cantorberì per la morte di Gu- An. glieimo morto all’affedio di Acri nel 1190. fu eletto Arcivefcovo di Cantorberì il dì 50. Maggio 1195. del Re Riccardo, mentr’era prigione in Alemagna . Qualche tempo dopo il Re lodichiarò fuo Cancelliere , e Reggente del regno in fuaaffenza, e ottenne per lui dal Papa Celeftino la Legazione d’Inghilterra nel 1195. In quella qualità di Legato Uberto venne a Jorc la Domenica 11. Giugno , e fu accolto proceffionalmente dal Clero , e condotto alla Cattedrale . Il dì feguente vi fece da’ fuoi Ufiziali tener tribunale per gli affari del Re , ed egli afcoltò le liti di giurifdizione ecclefiaftica . Il Martedì andò al moniftero di S. Martino, ove depofe in Capitolo l’Abate a cagione di fua infermità . Ne’due giorni feguenti Mercoledì, e Giovedì tenne un Concilio nella chiefa cattedrale di S. Pietro. Non fembra effervi intervenuto altro Vefcovo , che lui, mavì furonole Dignità della cattedrale, gli Abati, Priori, e Curati della Diocefi > Ecco il compendio de’ Canoni, che vi furono pubblicati. Il Prete non dirà la Meffafenzaun uomo letterato per fervido : porterà egli medefimo la comunione agl’infermi in abito chericale, e preceduto da lumi : il canone della Meffa farà fcritto vifibilmente , e correttamente. Il Prete non imporra penitenza di fare dir.Meffe, e fi contenti della offerta fattagli fenza contrattare per la celebrazione della Meffa. Non vi faranno al Battefimo , che due padrini, e una madrina, o due madrine, e un padrino . Si battezzeranno i figliuoli efpofti, ritrovati o con Tale, o fenza , fenza timore di reiterare il Battefimo . Un Diacono non battezzerà , nè darà il corpo di Gefucrifto, nè imporra penitenza, le non in cafo di eftrema neceffìtà . Se i titolari delle Chiefe trafeurano fomminiftraregli ornamenti , vi farà provveduto per ordine del Legato colle rendite del benefizio . La decima farà prefa prima che le fpefe delle Meffc. I Monaci , ed i Canonici regolari non prenderanno ad affitto le ubbidienze , oi Priorati dipendenti dai loro monifteri, non anderanno in pellegrinaggio , e non fortiranno che per legittima caufa, e in compagnia. Le Religiofe non ufeiranno della chiufura del moniftero che accompagnate dalla Badefla , o dalla Priora. I fallì teftimonj faranno fcomunicati rre volte all’ anno ; fe fi convertiffero, faranno mandati al Vcf-covo, oalConfeffor generale, cioè al Penitenziere. I Cherici concubinarj faranno prima puniti d’infamia ,poi di fofpenfione delle loro funzioni, e di pii- vazio-