LIBRO CXVL fidò fa principale autorità. Quelli, che erano flati i favoriti, non potendo tollerare c>uel cangiamento, accufarono l’Imperadricedelle più vergognofe dìffo-lutezze con Collantino. L’Imperadore ne refi© perfaafo , e privò fona e f altro della fua grazia . L’Imperadrice dimandò, che fe le formatte il fuo procefToj ma fi Imperadore fi contentò di far dare la tortura ad alcune cameriere, ed* interrogare alcuni Prelati ; indi la fece fpogliare de fuoi abiti piu ricchi ,e condurre vefiita’ come una donna, che lavora alla giornata , a Nematareo Moniftero alf imboccatura del Ponto. Ella non vi reftò che fei mefi ; i fuoi accufatori fi affaticarono a farla rimettere in corte, ove poi ebbe maggior autorità che prima . Coftantino rientrò altresì nel fuo impiego; ma temendo qualche nuovo difaftro, fi fece ordinar Diacono colla fpe/anza d’innalzarli alle prime dignità della chiefa . L’fimperadore obbligollo, benché fotte Diacono , a continuare a fervirf©^ e’l Patriarca Sifilino- gliene accordò la difpenfa . Poco dòpo fu no» minato Arcivefcovo di Tcttalonica; andò a prendere il potteffo di fua dignità, ritornò torto alla corte , e vi ripigliò le redini del governo . I fuoi nemici formarono contra di lui diverfe accufe , e talmente lo denigrarono nell’ animo dell’ Imperadore , che quel Principe avendo raunati alcuni Vefcovi, e alcuni giudici appaffìonati pronunziò contra di lui , e in fua affenza una fentenza di depofizio-ne; perciò fu privato non folo de’ fuoi impieghi alla corte , ma ancora del fu© Vefcovado . Il Sultano di Aleflandria avendo mandato all’Imperador Aleftio due cavalli , Ro'tcra il Sultano di Cogni li arrertò ; ed uno de i due effendòfi rotta la gamba , non ar-con Cai-dì mandargli l’altro, e fece pregare l’Imperadore ad ifcufarlo , e che proccu-rerebbe non mancaffe di cavalli. Aleffio in vece di accettare quella onefia fcufa , cogni . sì mife a gridare , e a tenjpertare, edordinò, che fi arreftaffero i mercatanti An. 1198. fi Greci , cheTurchi, ch’erano venuti da Cogni, e che fi prendeffero i loro effetti. Fu egli obbedito ; ma codette mercanzie andarono per di lui trafcurag-gine perdute e difffpate . Il Sultano di Cogni avendo ciò intefo prefe farmi, s’impadronì delhfcittàdi Caria , e di Tantalo , edevartò tutti i contorni del Meandro . Fece incirca cinque mille prigionieri sì uomini, che donne , li trattò con molta umanità , loro affegnò abitazioni, e terre per coltivare, frumento ed altri grani per feminare , e loro promife di licenziarli fenza rifcatto, quando farebbe la pace colf Imperadore : che fe quel Principe ricufava la pace , li la-fcierebbe per cinque anni ne’ fuoi flati fenza dimandar loro alcun Tributo , e che dipoi non ne efigerebbe fe non uno leggieriflìmo,il quale non verrebbe mai accre-fciuto. Un trattamento sì favorevole fece obbliare ai prigionieri il loro paefe, e tratte Culle terre del Sultano quantità di popolo -,/ a cui non avea fatto guerra . L Imperadore Aleffio era di tempo in tempo incomodato dalla gotta. Si rin- tr. chiufe un giorno nella fua camera , e non avendo comunicato il fuo fegreto che a fuoi fervi, fi conficcò de’ ferri caldi nelle gambe , e ne fopportò alla prima il Aleffio J dolore con una cortanza da Eilofofo, difprtzzando i medici , i quali non avevano altri rimedj che purganti ; ma quella (entratura avendo aumentata l’fafiam-magione, bifognò farli entrare non uno :d uno , ma tutt’inficine . Effiglidie-dero de rimedj mitigativi, e ne fu affai felice il faccetto. L’Imperadrice F.ufro-fina veggendo , che l’Imperadore non aveva figliuoli, penfava a far cadere ; Imperio fopra una perfona che a lei fotte favorevole , Le due figliuole di fi B 4 fiera- .