LIBRO CXVI. i9 avefle lo fpirito di Profezia . Quando fegli avvicinò 1’Imperadore J e Io falutò civilmente pel luo nome, egli non degnò rifpondergli, ma (aitando furiofa-mente cavò con un battone, che teneva in mano, gli occhi d’ una immagine del-l’Imperadore, ch’era nella fua camera, e fi sforzò di fvellerne là berretta dal capo. Il chelofecedifprezzaredaH’Imperadore,comeun infenfato . Maquan-do fi vide la ferie di quanto accadde allo Imperadore , fi principiò ad avere miglior opinionedi quelfindovino. Quello Principe giunto in Ipfala fece la raflegna delle truppe, che aveva; e xli. mentre afpettava quelle, che dovevano venire, montò a cavallo per andare alla *^5° V caccia, e mandò dimandare a fuo fratello Aleffio, fevoleva venir con lui. A-fp"Cfla-leffió fe ne fcusò dicendo, ch’era indifpofto , e che voleva farli pugnere la vena. Durante l’atfenza dell’Imperadore, quelli del partito di Alellio, difpotti già J11OA ad un cangiamento in di lui favore, vennero a prenderlo, portaronlo fui trono, teli® im* e lo proclamarono Imperadore . Al primo romore di quella rivoluzione , i fol-dati, i domellici dell’Imperadore Ifacco, e quelli, ch’egli aveva innalzati alle dignità, àccorfero de’primi per favoreggiarla. Si coffe tolto dietro ad Ifacco per arreftarlo. Egli elfendofene accorto, fì munì del fegno della croce , prefe in mano un’ immagine della Vergine, che portava addoffo, baciolla più volte , fi mife a fuggire, e pafsò un fiume; nèfiarreftò, finche fu giunto a Stagira . Ivifuprefoildì 28. di Aprile 1 ipj > e fu dato in potere di quelli, cheloinfe-guivano, i quali Io accecarono nel Moniftero di Pera . Egli fu trasferito a Co-flantinopoli , e dimorò alcuni giorni fenza mangiare in una prigione del palagio, d’onde fu trafportato in un altro quartiere, ove non fegli diede, che un poco di pane e di vino per alimento . Avea regnato nove anni e fette mefi , e non arrivava ancora ai quarant’ anni , quando fu fpogliato dell’ Imperio . Egli era di una mediocre ftatura, e di una coftituzione robufta avendo i capelli rolli, e vermiglio il volto . Avea fpofata una prima moglie , di cui non fi fa il nome , la quale fu madre di Aleffio , che regnò dopo Aleffio III. fuo Zio. Sposò in feconde nozze Margarita , nomata anche Maria , figliuola di Bela Re di Ungheria, di cui ebbe Manuello, il quale portò il nome d’Imperadore. L’Impera-driceMargaritafposò pofciaBonifazioMarchefe diMonferrato, eRediTef-falonica. Alellio l’Angelo avendo in tal guifa fpogliato fuo fratello dell’Imperio, fi ve- XLir. (lì degli ornamenti Imperiali, fi fece riconofcere Imperadore , e per ricompen- Aleffio f lare la buona volontà di coloro, che aveano contribuito alla fua elevazione , prodigalizzò fenz’ordine, fenza fcelta, fenza ragione l’oro , e l’argento am- dote . mattato da fuo fratello per fovvenire ai bifogni della guerra ; e confumate che furono tante ricchezze, donò il danajo, che dovevafi tirare dalle pubbliche impofizioni, e le terre della corona; e finalmente non avendo più che donare , diftribuì le cariche a perfone di niun merito , il che gli conciliò il difpregio, e lo fdegno di una infinità di onorate perfone , nulla negando per impertinente che folle la domanda, che fe gli faceva . Quindi licenziò le fue truppe , come non avc-tte che più temere . Nel medefimo tempo una truppa di artigiani proclamò Imperadore un certo Matematico nomato Cotoftefano ; ma fu tofto diffipa-ta quella fazióne, e Aleffio l’Angelo fu proclamato dal Patriarca , e dagli Éc-clefiaftici, i quali andarono fui fatto ad afficurare l’Imperadrice Eufrofina della B z loto