ïi^s M A N T Fur contenti . Lé carte fecer fare , Lo parentato fi fu flabilito . Ugolino a Mantova ritornare . Recitò al Padre , com’ era compito L’accordo di pace , e lo parentato , E col Virconti era a buono partito . Di quello il Padre fi fu contentato , Di buona pace , che fatta dieta ; E molto gli piacque lo parentato . Di quello , che Feltrino fatto avia , Infieme affai ne parìavon’ , e diffe . Poi filenzio di piu dir fi mettia . Quando la Pace fi gridò e fi fcriffe , Mille Trecento Cinquant’ Ot corria . Grand’ allegrezza fatta e ballariffe . Mille Trecent Cinquanta Nove ancore Una neve di Gennar fi venia , Non fu veduta mai una maggiore . Guido udendo d’ertèr fatta pace , Co’ Cittadin grand’ allegrezza avia , Ma di Feltrin non vuole dire , e tace . Ciafcun allegro piacer fi tolia , Perch’ a loro pareva eflere ufeiti Fuor di grave e gran malenconia . Fu dato l’ordin con modi compiti , Che la Donna menare fi doveffe . Fu condotta pe* Cavalieri arditi. La Corte fu grande con genti fpeffe . Fu fatta magna , e niente li mancava ; E Giortre e Torneri con ballareffe . Ugolino , che non dimenticava Di Reggio , che Feltrino tolto avia , ( Ma lo Padre di ciò fe ne paffava ) Guerra Ugolino pensò tuttavia Di farla a Feltrino e dura e forte Con l’aiuto di Bernabò , eh’ e’ avia . Feltrino che già fe ne flafia a Corte Con li figli , eh’ a Reggio eran’ andati , Guardavan bene la Città , e le Porte . Ma Ugolin con le fue genti armati Fece la guerra con tanto ardimento , Molti Cartelli ebbe ricuperati , I quali eran del noftro lenimento Di Mantova , e de la fua ragione . Tornati furo al primo reggimento . Fatto quello , fi fe’ de la cagione Ugolin di voler poco polare , Non fatta pace , nè detto fermone . Ma pur lafciaron di più guerreggiare . Cialcuno a cafa fua fi flafia . Di farli danno fi lafcioren Ilare • Guido di Signoria non s’ impacciava , Perchè Ugolino il tutto fi reggia . I fratelli molto fe ne turbava . In tranquillo flato fe ne flafia . Ma nello Mille Trecento Seffanta , Luigi da Gonzaga fi moria . Aveva d’anni più che di novanta Quando la morte lui a fe fi trarte . Quindici allor rimafer di fuo pianta . Tutti mafehi e legitimi fi nafee , Di naturali non fece menzione , Ch’ anco quelli del fuo fangue traffe . Per fua morte non fi fe’ mutazione. Al fuo corpo grand’ onore facia , L’anima fe n’andò a benedizione - CAP. XL VII. Come Ugolino da Gonzaga fie uccifo da’ fratelli . Mille Trecent Seffanta Due corria , La Peftilenzia di morbo ben grande Per Lombardia allora fi venia . E il 86 B D U A N U M; 1 A In Mantova e nel Mantovan fi fpande ; Moriva affai , medicar non valia : Fuor della Terra andava gente grande. Ugolino , che due fratelli avia , Lodovico , l’altro Francefc chiamato * Ambedue del morbo fi temia . Ad Ugolino s’ ebbero parlato , Dornandaron , che volevano andare Fuori dellagTerra , fe gli era grato . E quello per lo gran morbo fchivare . Fu contento , e diè lor larga mano . Fuor cavalcaron’ , e fer folazzare . Andaron’ a Caftiglion Mantovano , E lì ftavan con tutta fua famia , Da Mantova otto miglia ben lontano . In quel Cartel buon tempo fi dalia . A la campagna givan’ a uccellare . Venne un giorno , che tra lor fi dicia . In Signoria non avere a fare * Ugolino la gode e fe la tiene ; Per fuoi famigli ci convien di flare . Per gran viltà di noi quefto fi viene . Lui ricco e noi poveri ci fimo . Siamo da poco , ancora più ne tiene . Si vuole , che partito noi prendiamo , Quando a cafa farà noftro tornare , O concia o guafta fi vuol che facciamo . Dato l’ordin , ceffaron di parlare . A lo Settembre a Mantova tornonno ; Cominciaron’ i fatti fuo’ ordinare . D’uccidere Ugolino fi trattonno , E tor per lor di Mantova Signoria ; Di farlo torto lor s’accordonno . Stavan cheti , non moftrand cofa ria . Ogni giorno andavan’ a uccellare . Con Ugolino uman parlare avia . Stavano infieme a cena e a definare ; E pur lo tempo loro fi afpettava Di fare quello , che volevan fare . A due d’Ottobre Ugolino cenava , E con lui Lodovico fi fe avia , Francefco di cenare fi feufava . Quando per lor di cenar fi compia , Venne Francefco con la fua brigata „ E verfo d’Ugolino fe ne già . Con uno flocco a mano armata Ugolino nel petto fi feria . Di quel colpo fi fu grande la data . Ludovico con fpada eh’ egli avia Gli diede un’ altro colpo così forte , Che Ugolino a terra fi cadia . Tratto che fue Ugolino a morte , Si curaron di farlo fepelire . Fecer fornire la Città e le Porte . Quando Io Padre lo venne a fentire, D’Ugolino forte fe ne dolia . Portollo in pace ; gli convien tacire . La mattina cicalar fi facia . C CAP. XLVIII. Come Ludovico e Francefco da Gonzaga fi fecero Signori di Mantova , LOdovico con Francefco Signore Di Mantova ebbero la Signoria . Li Cittadini non gli avean’ amore . A ciafcun difoneflo fi paria , Ch’ averter morto lo fratei valente . A Bernabò la novella fen già . Quando lo feppe , fu molto dolente , E tra li fuoi cominciò di parlare : E morto di Gonzaga il più valente . Ancor