iè&i M- A N T Eran qtìattrocent’ anni , al vero dire , Paffuti dal primo cominciamento Fino al dì che la voiler’ aggrandire. Fu aggrandita fenza mancamento , Con quelle Porte , che adeflo pare , L’una di quelle Quadroz tien’ a mente « Chi ’1 potia fare facea lavorare . Per tutto il voto fi fe lavorava , In far cafe per dover’ abitare . Ciafcuno lieto e ben contento flava . Godevan con diletto i Cittadini , • Pel buono flato ognun fi contentava . Ancor di fuori tutti i Contadini Stavano lieti co i lor Mafinati , Coplofi e pieni più che li vicini . Durar gran tempo le lor libertati . Di gran trionfo portavan Fonore ; Da’ circoflanti eran’ invidiati. Li Cittadini iofieme con amore Tra lor tollean piacer’ e folazzo , A’ foreftier facean grande onore . Non facean tra lor alcun’ oltrazzo 5 Anzi ufavan piacer’ e cortefia . I Mercatanti fean gran procazzo . Non ufavan tra loro cola ria . Cantar , ballare t dandoli -diletto ; Gioftre , bagordi fean’ ad ogni via . Durò gran tempo con quello fuo effetto Donna dell’ altre Terre a complimento 5 Sì che a’ vicini fuoi era difpetto . Tenian loro per fuo difendimento Di Citradin molto bella brigata , E ben’ armati fenza mancamento . Eran pagati di Comune entrata t Da piede e da cavai fempre appreftati. La motìra fi faceva a la fiata , Per farli flare fempre ben’ armati. : CAP. III. Di Virgilio Mantovano gran Poeta * dalla fua natività fino alla morte . M Antova un fuo Cittadino avia , Per dritto nome Ftgulo chiamato . Ricco e pieno tra gli altri fi tenia . Era in naturai molto riputato . J La donna fua Maja fi chiamava , Ch’era -nata da un uomo fcienziato . Una notte la donna fe fognava , Che fuor del corpo luo producia Un ramo Lauro , che fior fi portava . E quello ramo poi pomi facia . E una verga le parea di vedire Che fiore e frutto affai fi fe avia . Quella donna pur fi volea fapire Quel , che quello fuo fogno le indicava. Innanzi che veniffe al partorire , Un’ Aflrologo grande domandava , Che’l fuo fogno le doveffe fpianare . E quello a lei molto la confortava . Dicea : „ voi vi dovete confortare „ Di quello fogno : che vi so ben dire, ,, Che voi v’avete molto a rallegrare . 4, Un figlio mafchio avete a partorire . „ Sarà faggio , e di fcienza ben’ imbuto . ,, Non fi troverà fimil’, al ver dire . „ E perchè ’1 fogno vollro fia compiuto , Per fegno della verga de li fiori Virgilio per fuo nome fia mettuto . „ Il figlio aìlevarete con amore . Sfinii di lui alcun non farà al mondo . Per lui avrete ancora grand’ onore . La donna fece l’animo jocondo . E quando venne lei al partorire , Nacque il figlio mafchio tutto , e tondo . V A N U M. io7© A Grande allegrezza fi fe’ con defire B C P E Per lo padre , e per lo fuo parentado . Di quel figlio cialcun fi avia a dire. Virgilio per fuo nome fu chiamato . Crefciuto al tempo a la fcola ’1 mandava, Allo Maeftro molto accomandato . Più degli altri poi lui s’imparava . Da tutta la gente era defiato . E da i Scolari , che in Scola ufava . Nella Scola fi fu pronominato , Per la tefla groffa che lui avia , Da’ Scolari Marone era chiamato . Le fattezze dirò che lui feguia : Grande di perfona , livido colore , La faccia quafi a ruflican «rafia . Omo fu faggio , e di gran valore . In fuo tempo Undici Libri compofe . I quali al mondo gli fan grande onore . Farotti lo nome con chiara vofe t Bucolica -e Georgica fece . E lo terzo chiamato Eneidofe . Ancor Moretum Libro fi comprefe , Con fabulazion d'Egitto ancore , Æthnam , & Culicem ancor diftefe . Priapeia e Catalelion di valore i Epigrammata ancor compiloe . Coppam , & Diras gli fa grande -onore . Altre gran cole , che menzion non foe , Lui fece , che poi fur de grande fama . D’affai gran fatti per fcritture trattoe . Al mondo ciafchedun molto fi brama Le fue opere ciafcun fi defia . Per la virtù di quelle ogn’ omo l’ama , Torniamo ora a Virgilio , che ftafia Alla Scola per voler’ imparare , E tutto l’animo a quello fi mettia . Venne faputo , che non era fuo pare . Scienza de Medicina -s’imparoe , Quella fapea molto ben’ oprare . D’apprender" altro molto defidroe . Nel Studio de Milano e de Cremona Stette tempo . Poi partirfi cùroe . Tornò a Mantova con la fua perfona . Non li piacea ben voler Fi flare . La Terra e li fuoi beni fi abbandona . E pur’ in Grecia fi fe mife andare , Dove de ogni fcienza s’imparava . Volle ad Atene andare a ftudiare . Stette buon tempo , e poi fi ritornava ; A Mantova ritornò fcienziato . Di fua venuta ciafchun s’allegrava • Dietro a quello pòchi anni flato , Gran guerra fue tra lo Imperatore , E Antonio grande Romano chiamato . Di vittoria Ottaviano -ebbe l’onore . A Roma con fua gente fi tornava . Gran fella fu per Roma fatta allore . Ottaviano fobico penfava Rimunerare li fuoi Cavalieri . E in quello modo lui fi fe ordinava « In Lombardia fece fuoi penfieri , Che quelli che fervito lui avia D’ogni gente cavalieri e fcudieri , Per meritar le terre li forivia , Che di ben d’altri foffe dato allore , Di cafe e poffefftone darli balia . Che quando quella guerra fu tra lore , Cremonefi con Antonio tenia , Contro d’Ottavian con luo valore . Per Io fimil la Città d> Pavia , Piacenza , Parmigiani , e Modenefi , E anco Mantova pure ne fentia . E per quello Ottavian sì fefi , Che i ben di que’ Cittadini tolefe ; Per vendicar le ricevute offefi , De