À&ft M A N T U Come gli ebbe lui fi Te ordinava A De’ fuoi fatti come fi dovea fare ; E verfo Roma tolto ritornava . Giunto a Roma fi fece apprefentare Avanti d’Ottaviano Imperatore . E lui lo fece ben molto accettare . Pollione allora e Mecenate ancore Lo videro con gran piacevolezza , - Ciafcun di lor moftrando grande amore . Poco Rete ch’egli ebbe un’ allegrezza . Fatto fu Cancellier d’imperatore * E’1 maggiore tenuto per certezza . Ciascuno gli facea grande onore . Filofofo , e Poeta di grandezza , Di Rettorica fi era lo maggiore . L’avvenimento di Crilt profetizoe : B Nella Bucolica fua di valore Quelli notabil verfi compiloe . ^fam redit & Virgo , redeunt Saturnia Regna . y am nova progenies Coelo demittitur alto . ANUM. Ï07 Ma una cofa fi avia penfato : Che per la Torre lui poffìafi andare , ! Se lui ferbafle l’ordin per lei dato . [Con una fune fi poflìa mandare Una Corba , in la quale lui entraffé, E quella fufo fi faria tirare . Lo Meffò andò a Virgilio , che pigliafle Ordin del dì , che ciò far fi dovia . Al Cavalier grande allegrezza naffe. Venne lo giorno che l’ordine avia . Virgilio andò con quell’ ordine dato. Di notte nella Corba fi mettia . A mezzo della Torre fu tirato ; E la fune di fopra fi firmava . Si rimafe Virgilio vergognato . La mattina i Romani fe ne andava A veder Virgilio com’ e’ flafia Nella Corba . E ciafcuno lo beffava. Ottaviano, che quello fentia Mandò , che giufo folle affogato . Fu fatto . E molto lo riprendi» . f La gran fcienzà di lui fi fe fpande . Pollione e Mecenate lo pregare , Che far lor debba una grazia grande . A lui piacer debba di dover fare Alcun’ Opera , che gli renda fama , La qual fi fia nello poetare . Voglia far quello, ch’e’ n’hanno gran bra-( ma. CAP V. C Come Virgilio compilò tre Libri Poetici t i quali gli fanno e faranno al mondo grande onore . Virgilio , che molto lor fi amava , Per Pollion la Bucolica compole Per Mecenate Georgica apparava . Ancora Ottavian con la fua vofe , Volle che d’Eneas fi defcriveffè . Di farlo volontier lui fi difpofe . CAP. VI. Come Virgilio s’innamorò in una giovane^, figlia d’un grande C'avallerò Romano, e come quella lo fuergognò. IN quelli tempi molira che nafceffe , Che Virgilio fi fe innamorava D’una giovine , che affai gli piaceffe. Quella donna poco di lui curava . Figlia era d’uno Cavalier valente . Ma pur Virgilio molto la cacciava . Virgilio era di perfona poffente . E paffati trent’ anni fi fe avia , Quando a quella donna pofe mente . Quella Donna allo fuo patre dicia Dell’afledio , che Virgilio le dava . Quel Cavalier difpetto ne prendi» . In fuo animo fubito penfava , Di vergognar Virgilio grandemente. Colla figliuola modo fi trattava . Quello Cavalier’ in Roma poffente , Un Palazzo con una Torre avia , Che di bellezza era apparifcente . Alla figliuola ordine dalia , Ch’ erta a Virgilio dovefle mollrare Con tutti gli atti , che ben gli volia . E col fuo Meflo dovefle trattare , Lo quale a Virgilio diceffe , Ciò eh’ e’ volea , era contenta fare. Ma una cofa volea , ch' e’ fapefle . Che lo Palazzo allora era chiavato . Non c’era modo ch’aprir fi poteffe. CAP. VII. Come Virgilio fi vendicò della vergogna riavuta dalla Donzella , e fvergognolla. Virgilio che fi vede vergognato , In fuo animo fubito penfava , Di far vendetta ebbe terminato . Fece che ’1 foco tutto s’ammorzava . Non fi trovava alcun che foco aveffe . Lo Popolo Roman fi lamentava . Ottaviano , al qual molto rincreffe , Per tutti li fuoi Savii mandava , Che d’aver foco modo fi trovefle . Tutti quanti a lui fi le feufava, Che d’aver foco noi faperia fare . E per Virgilio allora fi mandava . Lo Imperatore fi prefe a pregare Virgilio , che modo debba tenire , Che di foco Roma faccia abundare : Virgilio allora fi li viene a dire Che fe foco fi devia ritrovare , Convien , che ’1 Cavalier faccia venire Sua figlia in Piazza , e quella acconciare In quattro piè col cui feoperto Aia ; Chi vorrà foco , al cui vada a impizzare. A lo Imperatore quell’ increfcia , Ch’era figlia di nobil Cavaliere . E gran vergogna a lui fi ne faria . E pur di foco fi facea melliére, Che fenza quello non fi poflìa Ilare . Fu mandato per quello Cavaliere . Lo Imperator sì gli prefe a parlare : Io mi feufo ; ma pur convien che fia , Che fenza foco non poffemo flare . Per tua figliuola fi convien che fia . Da Virgilio noi così fi abbiemo . Altro modo non c' è a ricuperare . E pur vendetta noi ben fi veggemo , Che Virgilio fi è ora la cagione ; Ma fatto che fia , ben lo pagheremo . Lo Cavalier con mala intenzione Rifpofe : „ Sia pur quello che a voi piace. Di far vendetta avea cor di lione . La donna in quattro piè polla fi giace , Lo culo difeoperto fi tenia . Per foco va a chi bifogno face . L’uno all’altro dar foco non potia , Perchè e l’uno e l’altro s’ammorzava . Per fe ogni Cafa tor ne convenia . Molti giorni paffati già fi flava , Anzi che Roma di foco fornefle . Lo Cavaliere gran dolore portava . Ma ■I -<