5iÿ DI RICOBALDO FERRARESE. j 16 fignoria di Berengario , il quale per l’addietro era Rato in Italia Imperatore. Ma i Padoani, e Veronefi , i quali della ribellione prima contro a detto Berengario erano Itati promotori, e cagione , reilarono maliffimo contenti di effer {oggetti a tal dominio . E molti di loro principali Cittadini pacarono conOtto in Saflònia per non patir pena dell’ oltraggio fatto al Signore , che nuovamente pigliar fi doveano . Tra quelli Alberto Azzo , che dal Caftello di Calaone avea rivoltati gli abitatori de i monti Euganei , che ora fi appellano Padoani, alle parti de’Saflònefi, l'opra tutti gli altri avea da temere, perchè nominatamente era da Berengario minacciato . Imperochè Azzone padre del detto Alberto Azzo avea feguito l’efilio di Berengario Terzo in Germania con la moglie gravida , & era quivi in Auftria nafciuto quello fanciullo , e levato dal Battefimo per Sigifmondo Duca , era da poi crelciuto nella Corte infieme con quello Berengario Quarto , di cui ragioniamo ; la cui per-verfa natura gli fece non {blamente coftui nemico , ma la più parte de i domeftici fuoi. Infieme adunque con Otto Primo andò Alberto Azzo in Saflònia, & avvenga che molti altri no-biliflimi uomini andaffero ancora con l’imperatore , niuno fu a lui nella grazia pari , imperochè oltre alla Lingua Germanica, la quale eflo in Auftria perfettiflimamente imparata avea, in ogni altra generazione di virtù era a tutti gl’italiani fuperiore ; e negli armeggiamenti barbarici, che Gioflre e Torneamenti fono appellati, fem-pre mai {opra a tutti i Baroni di Corte era vincitore . Di quelle cofe molto fi dilettava Otto ancora, giovine e robufto molto di fua perfona; e per quello ne prelè tanta grazia l’italiano, che meritò di avere Alda figlia naturale dell’imperatore infieme con la Contea di Fausburgh in Saflònia ; e già prima gli avea donato eflo Imperatore un Caftello , quando infieme con lui veftiti d’una infogna celeftra col Lioncorno d’oro avea vinto il Torneamento contro al Re di Dacia . Quelle cofe in Germania fi faceano . In Italia Berengario gittava fuori il conceputo fde-gno contro a’ Padoani, tifando orribili & inudite crudeltadi ancora con quello nefando efèm-pio, & appena da dover’ effere fcritto, cioè che i corpi de’morti figliuoli congiungeva a quelli de i vivi padri , e ligando mano con mano , e piede a piede , e dirittamente la bocca e gli occhi infieme : putrefacendoli il morto corpo, li facea finire in quelli miferabili abbracciamenti, effendo a vivi per forza polli in bocca alcuni cibi, che li foftentaffero, acciochè convenif-fero durare in tanto affanno . Nè Alberto fuo figliuolo, ancorché giovinetto foffe, moftrava in quella età minore apparenza di crudeltà : ma tanto più a i foggetti Popoli odiofa , quanto di libidinofa luffuria era mefcolata , in tal forma che qualunque fanciulla piaciuta gli foffe , al marito, o ad altra congiunta perfona fempre la ( * ) Adjicienda bete puto , qua Latinis verbis ab hoc ipfo Ricobaldi Chronico decerpfit ante annos Peregrinus Prifciaiius , retulitque in fuos Annales Ferrarteli [e s , quorum partem inter MStos Codices Eften-Jis Bibliotheca adbuc fervat . Ita ergo fcribit ille Lib. VII. QUartum à nobis præmittendum neceffarium fuit & eli, quòd Ricobaldus in Vita Otthonis Priami fcripfit , dicens : Ottbo Primus Henrici Saxonne Ducis dr Imperatoris in Germania filius , totum foliis Occidentale Imperium obtinuit Annoi Domini noftrt Jefu Cbvifti ÿjo. Et profperè pru-l Tom. IX. B c morte importava . Nel padre , e nel figliuolo era l’avarizia eguale, rubatrice dell’altrui , & avidamente rtforvatrice del fuo . E con tanto odio di tutti quelli , che il conofceano , prelè Berengario guerra contro a Santa Chiefa . Per la qual cola Agapito Secondo allora Pontefice Romano mandò Gilulfo di nazione Normanno Principe di Salerno all’ajuto degli altri Normanni , i quali dentro alla Città d’Ancona erano da Berengario affediati, e fu feonfitto Giful-fo, e tutto l’efercito lùo prefo & uccifo, il quale era di dodicimila cavalieri, & otto mila pedoni ; & eflo gravemente ferito fuggì dalla battaglia. Con pari fortuna combattè Alberto con l’armata Veneziana , la quale al foccorfo degli Anconitani era venuta. E fu feonfitto Pietro Ur-fèolo , il quale alcuni anni dapoi fucceffe nel Ducato , effendo uccifo Pietro Candiano . Fu, dico , feonfitto collui con armata di venti otto navi lunghe , delle quali quattro ne vennero in poflànza de’ nemici intiere ; & una fu rotta & affondata , le altre in Dalmazia ne fuggirono. Tolta per quello ogni Iperanza di loccorio alla Città d’Ancona, fece volontaria dedizione, ponendoli a piacimento e libertà di Berengario , con la quale usò crudelmente ; imperochè primieramente tutti i Normanni, che nella Terra fi trovarono , furono uccifi , e femmine , e mal-chi : buona parte de i Cittadini per ifchiavi venduti, e tutte le ricchezze, che portar via fi potevano , furono date in preda a’cavalieri . A quella guerra fucceffe la Perugina , la quale e per lo forte fito , e per la moltitudine de’ valenti difenfori foftenne arditamente l’impeto di Berengario . E già Otto Imperatore, chiamato dal Pontefice, per lo Ducato di Baviera in Friuli era giunto ; all’ incontro del quale fi rivolle Berengario con molta temerità . Imperochè con efercito di dodicimila cavalieri , e fedecimila pedoni fece battaglia co i Saflònefi , 1 quali ventotto migliaia di cavalieri , e quattordici mila pedoni aveano in campo . Fu combattuto non lungi dal Caftello di Trifana fopra al fiume del Tagliamento, e fu con grandiflima uccisione feonfitto Berengario, & egli prefo, e il figliuolo Alberto uccifo. Da poi andò Otto a Roma, dove ceffe a Santa Chiefa tutto quello, che per Carlo Magno, e per gli altri Imperatori gli era (lato conceffo ; e fu legittimamente coronato a Laterano, e confermato nel Romano Imperio . E ritornando poi nella patria menò cattivo in Germania Berengario, dove mileramente finì la vita fua . Morì in quelli tempi Gotfredo Duca de’Normanni, c nel Contado di Puglia fucceffe Balegardo fuo figlio , avvengachè ancora lènza legittimo titolo fofl’e per loro quella Terra pof-feduta. OTTO I. OTto (*) Primo figliuolo di Henrico Duca di Saflònia , & Imperatore in Germania, otten- denterque fupradicla geflit. In Italia venit , bis ab Agapito Pontifice in Berengarium vocatus , dr ad Italice fallitevi, ac Rom.mæ Ecclejlæ, dr ultimo ob Jobannis Pontificis ejufdem nominis XII. malum regimen , Cardinalium Collegii precibus, ut Ecclefiaflicam rem omnem reformaret , fecum Nobilitatem eam omnem reducens , qua in ejus difcejfu ex Italia in Saxoniam Majefiatem fuam comitata fuerat. Quorum pars major Eeronen-fium dr Paduanorum fuit. Et inter alios Albertus Azzo, de quo fatis fupra diximus, dr à quo Marcbionum Eflenfium progenies pofiea defeenait. Qui patrii loci amore captus, ab ipfo Imperatore obtinuit non folùm parvum Calaonis Oppidum , in quo natus fuerat, fed Adejlum quoque, Ejtu.it Z nunc