5>4 Panegirico V. debutarne àpclorr d; fulgidezze . forrumari Polendo» li : I er.r.'ì * .znî ci 2..; xriÈcze, cue irr.ìa in vece d’in« chicftro, r: erfccri c'imnien'â, & inefcuxie luce ; cho Scrivendo le corize mù legnala» ci P.ecro , autenrica 1 idee pm raguarcev ou c'una Santità eccedale ri grado d’ogru creatacorruzione . Umiliatevi anche voi. N. N. agü avvilì, che ve ne per;: Terefa, e fembran-dovi iperboli, da non poterne reira-pago 1 irgegno^j meritar tutta l’umana credenza , vi corre debito di riflettere , eh’ eflèndoelisia piùcara ipofa dcll’ifteflà-» eterna verità, divenne Maeftra degna di fede, per atsi-curarne le maraviglie . Sù le cime del Carmelo, ch’è quanto dire, d’un merito innarrivabile, à gara del tuo Diletto, che lui monte apri tcuola di celeftì dottrine, pubìicò ella Evangel: non mai iatefi di ciò,che può, e sà fare una grazia a’eccettuaro predicamcnto, e fatta Iftorica delle grandezze di Fieno, procéda di riferire-, ad un Mordo affli r emato dall ignoranza aaed vidimus, C“ audivimus in appìaufo delle di lui ammirabili, e fov-rane prerogative. Viride Terefa Cnftoafsiftentc alla menta di Pietro,fervido ; ora da trinciante,ora da coppiere , flno à cibarlo con quelle mani divine, ove flà ri» pofta la felicità de’Beati.Viride Terefa.Bafla.Umiliate-vi, Uditori, umiliatevi, miei peniìerijàrilcontri di così alto dettino. à cui riguardo s’ avilifcono i privilegi più dipinti delfAngeliche Gerarchie; E dir oltre à viraggio di creatura mortale iembra impolsibile, ò malagevole. Dunque Pietro è maggiore in Cielo d’ogni altro Santo, mentre in terra fu à tavola fervito da Crifto. Al vedere ? E giàche ftiamo à tavola di Pietro, vi raccordo, Signori'”, che nella Menta de’ Religiofi s’otïêrva rigorofo Silenzio. Via al pranzo ?-Già dalla gran Madre Terefa ftà imbandita la tavola, e preparati intingoli adatti al sullo d’un renitente. Di Pietro nò, che la tua affluenza paf-ùn-