delle Alpi, ove si collocarono le architetture del capitolo canonicale del palazzo episcopale (II, 5). La soluzione geometrica del problema topografico stradale, preliminare alle operazioni degli urbanisti, è semplicissima: tracciare una figura di ipsilon, leggermente sinuosa, che sia tangente interna ai due solidi emergenti dal piano di base. Tuttavia a questa geometria pura s'aggiungeva, ovviamente, la correttiva costruzione la quale rispettasse cospicue inamovibili giacenze di materiale edilizio costituito da ruderi di grossi monumenti romani. Ad esempio voluminoso ed ingombrante era lo scheletro del teatro romano, facile esca per appetiti di più varia indole, sinanco di farne una dipendenza consolidativa della fortificazione del palazzo vescovile, a sud, prima che nascesse l'idea di costruirgli alle spalle, a nord, il castello sabaudo. Ora, avendo in mente siffatto spunto di tracciamento anche solo estemporaneo ed esistenziale, è possibile immaginarsi Ivrea, città sino dall'Alto Medioevo tenuta in tanto conto da insediarvi funzioni importanti nella difesa antisaracena e dignità cospicue dell'organizzazione amministrativa di riorganizzazione della civiltà europea, svilupparsi poco alla volta in tre grossi terzieri denominati San Maurizio, Città e Borgo; naturalmente, come sempre accadeva, affiancati da un alone di minori aggregati suburbani spontanei e precari. Di questi suburbi si ricordano quelli di Borgoglio, a ponente, e quello di Berlinzina, però cintato. L'altomedioevale murus civitatis ampliante il circuito fortificato romano potè ospitare, protetti adeguatamente dalle incursioni saracene ed ungare contro cui combattevano, l'eporediese marchese Adalberto ed il suocero Berengario del Friuli ed il cognato Berengario conte di Milano, del Sacro Palazzo e, poi, marchese e re. I diplomi rilasciati ad Ivrea da Berengario I datano'919. Poco dopo Arduino d'Ivrea vi sognerà ed otterrà la corona d'Italia di Berengario II ; e dunque, in tutta l'avventura arduinica Ivrea aspirò a soppiantare Pavia, essa ch'era nella felice situazione geografica di lasciare affacciare eserciti sulla Pianura Padana solo per quanto tempo bastava per offendere e di ritrarli nelle sacche nascoste delle Valli dell'Orco, della Soana, della Chiusella e della Dora Baltea subito appena potessero temere d'essere circondati; III, i ; fig. 14. Veduta del concentrico secentesco d'Ivrea dalla incisione del Theatrum Sabaudiae. A. Forte detto il Castiglio; B. Ponte Canovese; C. Cittadella; D. Piazza del Borghet-to e di S. Grato; E. Il castello; F. Porta di Aosta; G. Porta di Torino; H. Porta di Bando, ossia di Vercelli; I. Bastione detto il Caulero; K. Bastione detto il Verde; L. Fortificatione principiata; M. Molini; N. Imboccatura del Navilio che scorse a Vercelli; O. Il do Navilio; P. Convento dei Capucini; 1. Cathedrale; 2. Vescouato; 3. S. Nicola da Tolentino; 4. S. Pietro; 5. S. Michaele delle Monache; 6. II Giesù, disciplinanti; 7. Il Carmine; 8. S. Stetano; 9. P. del B. Per-rone; 10. S. Francesco; 11. S. Hodorico; 12. 11 sufragio; 13. S. Mauritio e S. Domenico; 14. S. Chiara, monache. 15. S. Agostino; 16. 5. Pietro. ZECCA DI IVREA Comune - Federico I imperatore (sec. Xlli-XlV) obolo d'imperiale piccolo D/ - croce patente IVREA. Croce patente in cerchio periato. R/ - [I.M.P.A.] TOR - H/ P.R// .I. (Henricus Pius Romanorum Impe- rator) in cerchio rigato. Mistura C.N.I. 10. Comune - Federico I imperatore (sec. XIII-XIV) imperiale piccolo D/ - croce patente YPOREGIA (Ivrea). Croce patente accantonata da trifogli in cerchio periato. R/ - croce patente . S . BESVS stelletta. Al centro, in cerchio periato I . P . E . T . (imperator). Mistura C.N.I. 7. Comune - Federico I imperatore (sec. XIII-XIV) tirolino D/ - croce patente FREDERICVS X IMP (imperator). Aquila imperiale spiegata in cerchio periato. R/ - trifoglio YP OR EG IA (Ivrea) tagliata dalla croce maggiore tirolina. Cerchio periato. Argento C.N.I. 1. 149